Prendersi cura della salute dei bambini è molto importante, per due ragioni principali:

1- Per evitare problemi più gravi nel futuro.

2- Perché quando si è ancora dei bambini, è possibile trattare qualsiasi malattia con maggiori possibilità di successo.

Questo vale anche nel caso di patologie oculari: accorgersi fin da subito della presenza di un deficit, potrà servire per curarle o, per lo meno, evitare che peggiorino con gli anni. Indossare, ad esempio, un paio di occhiali da vista fin da bambini, potrà essere la soluzione adeguata per curare una manzanza o alterazione (miopia, strabismo, astigmatismo, etc.)

Cosa fare, quindi?

Come prima cosa, è importante portare i nostri bambini dall’oculista, a partire dei 5 o 6 anni. In questo modo, lo specialista si occuperà di effettuare una revisione completa ed individuare possibili problemi. Normalmente è consigliabile prenotare ed assistere ad una visita ogni anno o due (come massimo).

Più difficile è scoprire se i bebé sono soggetti a qualche deficit oculare, in quanto una visita esatta è possibile solo a partire dei 3 anni (prima di quest’età, si possono ottenere generalmente solo dati approssimati). In questi casi, la cosa migliore da fare è affidarsi al pediatra, che sarà in grado di notare la presenza di anomalie.

In ogni caso, è possibile notare eventuali fastidi, focalizzandosi, ad esempio, nei seguenti aspetti:

  • Stanchezza eccessiva al tornare a casa da scuola;
  • Problemi a leggere e scrivere (necessità, ad esempio, dell’aiuta del dito per leggere);
  • Sensazione che un occhio non risponde come dovrebbe (strabismo);
  • Fastidio quando si guarda la televisione;
  • Nausea e mal di testa al guardare un film in 3D;
  • Bisogno di chiudere gli occhi continuamente o necessita di tapparli con una mano.

In tutti questi casi, è sempre meglio mettersi in contatto con un professionale, che sappia acconsigliarci sul da farsi e sulle precauzioni da prendere. Bisogna menzionare, inoltre, che questi sintomi, possono essere associati ad altre patologie (come l’emicrania: un esempio tra molti).

Questo significa che, sebbene siamo convinti che i sintomi rispecchino un determinato fastidio o patologia, potrebbe non essere così: potrebbe trattarsi di un diagnostico irroneo, e sorvolarlo o trattarlo di forma inadeguata, potrebbe solo peggiorare la situazione.

È sempre meglio, quindi, affidarsi al nostro pediatra, oculista o medico di famiglia, a partire dal momento in cui notiamo le prime difficoltà nel bambino. Inoltre, il tempo può essere un fattore a nostro favore, in quanto a volte si riescono a trattare anomalie nel giro di poco tempo, senza bisogno di ricorrere a mesi o anni di “cure”.